Berkeley

 

Il banchetto delle olive al Berkeley Bowl

Il banchetto delle olive al Berkeley Bowl

 

 

Finalmente sono arrivato a Berkeley per frequentare il master alla università UC Hastings di San Francisco.

In questo momento sto scrivendo questo post seduto sulle scalette della casetta che ho preso in affitto. E’ una piccola casa stile villetta, composta da due stanze. L’arredamento è molto semplice ma la casa è posizionata in un complesso di casette tutte uguale, in puro stile americano.

Vicino a me ci sono alcuni personaggi interessanti che sto iniziando a conoscere: attaccato alla mia casa c’è la casetta del professorone, strano signore di nazionalità russa, sempre preoccupato per il funzionamento della sua connessione internet (in uno dei prossimi post vi dirò di più al riguardo).

Due case più in la c’è una coppia di ragazzi giapponesi. Lei non parla una parola in inglese, lui invece probabilmente in Giappone faceva l’antennista (o almeno così sembrerebbe, vista la bravura con la quale ha sistemato in un batter d’occhio il mio televisore).

Di fronte a casa mia c’è un tizio nuovo, un biondino. Non ho ancora capito se abita da solo o con la sua ragazza. Ieri sera, mentre mi bevevo un sano bicchiere di acqua calda con il limone (per via di un mal di panza da paura) ho intravisto dalla finestra della mia cucina una figura nella sua casa…non sono però riuscito a capire se era il tizio biondino già visto in cortile il giorno prima o se si trattasse, invece, della sua fidanzata/moglie/compagnia.

Ecco, proprio mentre scrivevo queste righe è uscito l’antennista da casa sua…secondo me sta andando a fare un pronto intervento da qualcuno.

Insomma, mi trovo in un bel posticino. Da lunedì inizierò questo master e sono proprio curioso di vedere come sarà. Spero sia interessante, divertente ma non troppo impegnativo. Questo non perché io non abbia voglia di faticare, ma perché vorrei tanto che questo anno (o quasi) di esperienza all’estero fosse un buon momento per imparare ma anche per raccogliere quelle forze che nel giro di quattro anni di lavoro/delirio sentivo che iniziavano ad abbandonarmi.

A presto!

(nella foto, il banchetto delle olive al supermercato Berkeley Bowl, vicino a casa mia)

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3 risposte a Berkeley

  1. BDB ha detto:

    Ah, quanto t’invidio, amico mio! In senso positivo, ovviamente. Certo, dai un po’ l’impressione del protagonista de Una finestra sul cortile, ma diamine, sei a Berkeley, un luogo che per noi vecchi ‘nerd’ è un mito, una Mecca… e poi gli States, terra di sogni e di chim… ehm, scusa, volevo dire di grandi promesse e di grandi opportunità oltre che di grandi orizzonti.
    Continua a illuminarci con le tue piccole ma significative esperienze di vita quotidiana nella nuova terra, e già che ci sei, dicci quanto ti costa l’affitto di quella casetta, per curiosità 😉
    Una pacca sulla spallaccia dal tuo vecchio ‘capo’ dell’era 8-bit 🙂

    JJJ-BDB

  2. Pampurio ha detto:

    Ok, Aaron, al grido di viva la patonza, potrei anche fondere un altro motore per venire da te .. raccogli maggiori informazioni sulla figura che convive con il biondino. a dopo

  3. milla ha detto:

    Cavolo bimbo ha ragione l’autore del primo commento: leggendo il tuo blog nasce spontanea una sana invidia!!!! Che bello!!! Goditi questo anno di nuove esperienze, nuove ed interessanti conoscenze e vedi se in questo limbo riesci ogni tanto a ritrovare il tuo vero io cioé a … trascendere! Eh eh eh eh!!!

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