Suppa Nintendo!

Stavo cercando un mio vecchio post relativo all’esperienza avuta nel 2008 a Berkeley con il mitico negozio Nintendo Icarus Games ma non sono riuscito a trovarlo. Finalmente ho beccato il post su Usenet e mi sono ricordato che in effetti avevo scritto quelle righe prima su un newsgroup italiano di console e solo successivamente l’avevo messo sul blog…ma chissà dove è andato a finire.

Lo riporto ora qui, così da non perderlo!

Ciao a tutti,

Qualche giorno fa ho inviato un messaggio con il quale ho raccontato che mi trovo a Berkeley da qualche mese, che ci starò per uno o due anni e che mi stava crescendo la voglia di comprare una console dei tempi andati per dedicarmi ad un po’ di sano retrogaming.

Dopo mille ricerche per trovare un negozio che vendesse retrogaming qui nella Bay Area, mi sono imbattuto nel sito internet di Icarus Games:

http://icarusgames.net

L’esperienza ve la devo raccontare, da schiattare dal ridere.

Insomma, leggo sul sito internet che si tratta di un negozio completamente dedicato al retrogaming Nintendo. La lista dei prodotti disponibili è praticamente immensa e i prezzi sono più che onesti.

Decido di andarci! Provo a cercare sul sito l’indirizzo esatto e gli orari di apertura del negozio ma non li trovo. Ricerco con più attenzione e capisco che non si tratta di un negozio vero e proprio ma di una attività svolta part-time da un ragazzo, un certo Jason.

Sul sito c’è il numero di telefono e la email di Jason. Inizio uno scambio di email e Jason si dimostra subito molto disponibile. Ah, preciso che su Yelp ci sono una marea di commenti positivi su Icarus Games.Tutti dicono in sostanza che il tizio è un mito, che ha di tutto, che è iper competente ed altro ancora.

Con Jason mi metto d’accordo per andare da lui domenica (due giorni fa).

Mi dice “vieni, sono su Telegraph cross con Russel Street”. Guardo la mappa su Google e scopro con grande libidine che il negozio di Jason è letteralmente a due passi da casa mia, yeah!

Mi incammino per la strada, arrivo all’incrocio indicatomi da Jason aspettandomi di vedere magari un negozietto piccolo piccolo, ma non riesco a trovare niente. Faccio due volte il giro dell’incrocio ma individuo solo un negozio di foto, una banca e un piccolo supermercatino. Mi dico che magari ho sbagliato indirizzo, allora chiamo Jason al telefono, il quale mi dice: “vieni pure, ti aspetto, l’indirizzo esatto è XXX” (nascondo l’indirizzo e poi capirete il motivo).

Arrivo all’indirizzo indicatomi ma trovo una normale palazzina con un portone…mi dico che magari non si tratta di un negozio ma di una specie di ufficio utilizzato dal mitico Jason per la sua attività di vendita di retrogaming.

Fuori dal posto dell’incotro trovo un ragazzino (avrà avuto quattordici o quindici anni) bello cicciotto, con in mano un bel numero di cartucce di Super Nintendo e del vecchio NES e un po’ di fogli tutti pastrocchiati. Gli chiedo se sta aspettando Jason e mi fa segno affermativo.

Mentre aspetto faccio due chiacchiere con il ragazzo. Gli chiedo che sistema ha (mi dice Super Nintendo) e gli dico che sono lì per scegliere che sistema comprare ma sono indeciso perché non so se dedicarmi al retrogaming puro (vecchio NES), se ripercorrere la libidine del Super Nintendo (che ho a casa in Italia in versione PAL) o se tornare al Nintendo 64 (console posseduta per qualche mese e poi venduta…errorone!).

Il mio nuovo cicciottello amico mi dice, tutto infervorato, di prendere il Super Nintendo perché ci sono i migliori giochi di lotta in assoluto e mi snocciola in pochi secondi un elenco di giochi da far impallidire un vero esperto di Nintendo. Continua a ripetermi: “absolutely, you have to buy Supp Nintendou, Supp Nintendou” (storpio volutamente il nome della console per rendere la pronuncia tutta agitata e super americana del mio nuovo amico).

Gli chiedo che cosa deve fare oggi da Jason e mi risponde che deve dare dentro le cartucce che ha in mano e deve comprare altri giochini, tutti meticolosamente segnati sui fogli che tiene in mano con le sue manine paffutelle.

Ad un certo punto dall’esterno della palazzina mi accorgo che una porta al piano terra si apre e ne esce un ragazzo con un sacchetto pieno di cartucce. Il ragazzo saluta qualcuno oltre la porta ed esce dal portone.

Il mio amico cicciotto mi fa segno di entrare con lui e approfittiamo del portone aperto per infilarci nella palazzina. Arriviamo alla porta e in un istante mi trovo in un posto al di là di ogni aspettativa.

Il posto è un monolocale caldissimo, piccolossimo. All’ingresso ci accoglie Jason, ragazzo dall’aria simpatica ed intraprendente, sui venticinque / trent’anni, con un auricolare bluetooth all’orecchio, calzoncini corti, maglietta a maniche corte, piedi scalzi. Sulla destra mi volto e vedo un divano con sdraiata sopra la fidanzata di Jason in pigiama, tutta intenta a leggere Jurassic Park e a mangiare un panino. Di fronte a lei, un tavolino con ancora i resti del pranzo o dello spuntino pomeridiano. Al centro della stanza, un megatelevisore con tubo catodico, enorme. Vicino al televisore, un frigorifero zeppo di bottiglie di vino. Sulla sinistra una minuscola camera da letto con un letto pieno zeppo di roba (coperte, vestiti, un delirio).

Insomma, se fosse per questa descrizione, penserei di essere capitato all’Inferno, nella casa di un tizio strano dal quale guardarsi bene. Se non fosse che la casa è un minuscolo museo Nintendo: sulla parete una MAREA di cartucce di tutti i tipi, una sopra l’altra. Cartucce NES, Super Nintendo, Nintendo 64. In giro per il monolocale UNA MAREA di contenitori (tipo quelli Ikea per i vestiti) stracolmi di console, di altre cartucce. Alle pareti manifesti Nintendo dei tempi andati. Sul tavolino, cimeli Nintendo sparsi (intravedo un joypad NES fatto di DAS). Per terra UNA MAREA di altra roba, cavi video, alimentatori, pad di ogni console. In un’altra scatola, UNA CATERVA di pistole Nintendo del NES. Un delirio di roba, un tripudio di materiale Nintendo da far impallidire il più fornito negozio di videogiochi.

Mi presento a Jason, che mi saluta. Mi fa cenno di volermi servire ma gli dico che il mio amico cicciotto era prima di me.

A questo punto divento testimone di una trattativa particolarissima e ad altissimi livelli. Il cicciotto, in puro stile affarista di Wall Street, cede a Jason le cartucce usate e ascolta attentamente la valutazione che quest’ultimo gli dà. Soddisfatto del prezzo, inizia a snocciolare i titoli dei giochi che vuole. Jason saltando come un canguro da una parte all’altra della stanza individua con precisione certosina tutti i giochi richiesti dal cicciotto. I giochi sono senza custodia, solo cartuccia, divertimento puro e duro. Jason prende da una scatola un Supp Nintendou e ci infila il primo gioco. La televisione si accende e parte il gioco (un platform con un coniglio). Il cicciotto prende il joypad ed inizia a giocare, facendo commenti sul parallasse e sulla giocabilità del titolo. Jason lo guarda e dopo un paio di minuti chiede: “Pretty cool?”. Il cicciotto fa cenno di assenso e si passa al secondo, poi al terzo, quindi al quarto titolo scelto dal mio nuovo amico. Ad ogni titolo segue l’ormai mitico “Pretty cool?” e l’assenso del cicciotto.

Alla fine Jason fa il conto, scrivendo i prezzi su un foglio di carta. 24 dollari per il tutto, compresa la valutazione dei giochi usati. L’amico paffutello tira fuori le banconote da un portafoglio con sopra Titti di Gatto Silvestro, appoggia i soldi sul televisore e prende le cartucce. Mentre fa questo gesto, fa cadere inavvertitamente i soldi e senza neanche muoversi, lascia che sia Jason a raccoglierli e gli dice “I’m sorry about that”, come solo il Cumenda saprebbe fare. Prima di andarsene, intravede un joypad non ufficiale di quelli con lo stick e i tasti da sala giochi. Chiede a Jason a cosa possa servire, quest’ultimo gli dice che potrebbe essere usato con Street Fighter II e il mio amico cicciotto tutto serio fa segno di assenso e dice qualche cosa del tipo “potrebbe essermi molto utile con le combo”. Prende e se ne va.

Jason mi dice che è uno dei suoi migliori clienti.

Ma ora tocca a me. Spiego a Jason che non so che sistema comprare. Mi fa domande precise (“ti piace il 3d? ti piacciono i giochi di sport? ti piacciono i platform, etc.”) e alla fine mi consiglia il Super Nintendo. Mi tira fuori tre o quattro cartucce che secondo lui avrebbero potuto soddisfarmi e mi prepara il tutto. Non sono però convinto della mia scelta e gli chiedo di vedere un NES. Al volo mi collega il NES, mi infila la cartuccia di Super Mario 3…non va, allora la tira fuori, prende una boccetta di plastica, spruzza qualche cosa sui connettori, via di cotton fioc, reinfila e il Mario appare sullo schermo. Gioco per un paio di minuti, al che il mitico Jason mi chiede “Pretty cool?”. Dico di sì e me ne vado via tutto soddisfatto con un NES, Super Mario 3, Dr. Mario, Chip & Dale e RC Auto (o simile, non ricordo il titolo), il tutto per 70 dollari.

Torno a casa tutto contento, pieno ed ebbro dell’esperienza allucinante ed in sè mitica appena fatta.

Gioco per due giorni al NES ma la console non mi soddisfa…sono un videogiocatore della vecchia guardia (ho quasi trentacinque anni) ma la passione per il retroretro gaming non è ancora pienamente salda in me. Decido quindi oggi di cambiare.

Chiamo Jason mentre torno dall’università e gli chiedo se c’è in serata. Mi risponde di sì. Impacchetto il tutto e torno da lui. Questa volta la fidanzata è sul letto e la vedo poco. Lui è sempre molto cortese…recupera il foglietto del conto dell’altra volta e si riprende il materiale. Scelgo il Nintendo 64 con Mario 64 e Dr. Mario, insieme a due pad e memory card.

Parlando mi fa vedere anche il Virtual Boy e Jason mi dice che è una console mitica ma sottovalutata.

Esco da casa sua di nuovo soddisfatto.

L’esperienza di Icarus Games è unica. La casa di Jason è piccola, stramba, ma piena zeppa di qualsiasi cosa che sia Nintendo (date una occhiata al sito internet e capirete).

Ormai è il mio punto di riferimento di Berkeley.

Jason…pretty cool? Yeah!

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