L’erba del vicino

Per la serie “l’erba del vicino è sempre più verde”. Sono da anni un avido lettore e collezionista di fumetti. Leggo di tutto ma prevalentemente fumetti di super-eroi.

Quando abitavo in Italia, compravo fumetti in lingua originale e disdegnavo le edizioni Panini per mille motivi (storie pubblicate in ritardo rispetto agli USA, storie spezzettate, etc.). Per carità, ho iniziato la mia passione con la Corno, la Star e la Panini e devo tutto a loro, ma da adulto avevo deciso di dedicarmi esclusivamente a titoli in originale. Amavo il Previews e vivevo una vita di frustrazione (dal punto di vista di questa passione) perché comprare comics dagli USA costava troppo (fatto per un certo periodo con Mile High Comics e altri negozi ma le spedizioni erano altissime). Mi servivo dall’ottimissimo Italy Comics del magnifico Paolo Accolti Gil ma il suo servizio faceva solo una spedizione al mese ed io bramavo per avere i miei comics.

Poi succede che vado a vivere in America (sto a Los Angeles) e quando arrivo mi dico che la mia passione sarebbe esplosa. Ma invece mi accorgo che la maggior parte dei negozi di fumetti qui fa schifo o sono troppo lontani. Il negozio di Santa Monica dove vivo sembra una catapecchia ed è frequentato da gente strana (ad esempio, il tizio che ogni mercoledì se ne sta su una sedia da ufficio con le rotelle e continua a scassare le palle mettendosi di fronte alle nuove uscite e restandoci per anni). Ci sono un paio di negozi carini (ma neanche più di tanto) ma sono a casa di Dio, uno a Hollywood e uno a West Hollywood. Posso fare ordini online ma sai che divertimento comprare le cose selezionandole tre mesi prima sul Previews. E in più mi accorgo, quasi che non l’avessi mai notato prima, che i comics americani sono una palla perché sono estremamente lenti (ormai pubblicano tutto per stampare poi il paperback), non hanno quasi mai rubrica della posta e sono privi d’anima. Oggi ad esempio mi è arrivato il mio pacco settimanale da Westfield Comics…ho sfogliato i fumetti, li ho messi da parte insieme alla pigna di altri fumetti che devo ancora leggere e che mi sa resteranno lì per un bel po’.

E allora mi accorgo che rimpiango l’Italia, rimpiango il poter andare in edicola in qualsiasi momento, rimpiango le note del mitico Lupoi o del magico Brighel, rimpiango la cura degli albi Panini, il modo di presentarci le storie (risparmiandoci un bel po’ di grattacapi nel capire dove cacchio si dipanano le storie con mille serie degli Avengers, ottomila titoli degli X-Men, etc.). Rimpiango il poter comprarmi fumetti nostrani come il grande Alan Ford o il fantastico Rat-Man. Ricordo con nostalgia il catalogo Anteprima che presentava in modo ordinato le uscite del mese e ricordo con rimpianto i ragazzi di Milano Fumetto che mi consigliavano sempre roba ottima da comprare.

E mi capita di sfogliare decine di volte quel Alan Ford che mia mamma mi ha spedito recentemente…”Il Testamento del Numero Uno”. Me lo guardo, me lo riguardo, me lo gusto come non facevo con un fumetto da quando ero piccolo.

Insomma…è proprio vero che l’erba del vicino è sempre più verde!

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